di Notizie Geopolitiche –
Barack Obama progettava di aprire un’ambasciata statunitense a Teheran, con lo scopo di iniziare un dialogo sul nucleare: lo riferisce oggi il diffusissimo quotidiano israeliano Maariv, il quale comunque informa che il progetto, avviato immediatamente dopo l’insediamento alla Casa Bianca nel 2008, ha comunque trovato le porte chiuse della repubblica islamica.
Per quanto entrambi i paesi abbiano smentito la cosa, fonti vicino alla presidenza avrebbero parlato di contatti fra Obama e Teheran proprio volti ad appianare la questione del nucleare iraniano ed in particolare di una missione in cui il diplomatico William Joseph Burns, vicesegretario di Stato, si sarebbe intrattenuto nel 2009 per un’ora il capo negoziatore nucleare iraniano Saeed Jalili; nell’incontro i due avrebbero parlato di incentivi che Washington sarebbe stata disposta a concedere in cambio di una diversa politica di Teheran sull’energia, ovvero dell’apertura di una sede diplomatica, di voli diretti fra i due paesi con tanto di visto per gli iraniani e dell’incremento delle relazioni diplomatiche.
Se fosse vero, tale cambiamento della politica americana nei confronti dell’Iran rappresenterebbe una rivoluzione epocale, se si pensa che le relazioni fra i due paesi sono interrotte fin dal 1979, anno in cui venne rovesciato lo scià Mohammad Reza Pahlavi, e dal 1981, anno in cui vi fu la crisi degli ostaggi americani. Al momento gli Stati Uniti mantengono nei confronti dell’Iran l’embargo commerciale e le relazioni diplomatiche avvengono tramite paesi terzi.
Da parte sua il governo iraniano, temendo di uscire indebolito da un eventuale rapporto con gli Stati uniti, avrebbe rifiutato le proposte di Obama, almeno fino a dopo le elezioni del 6 novembre: pur negando il rapporto, la Casa Bianca non ha mai smentito di avere pronto un piano di relazioni diplomatiche con l’Iran e la cosa sarebbe stata confermata da media come il New York Times e la Bbc.
A Gerusalemme il ministro degli Affari strategici, Moshe Ya’alon, ha spiegato al The times of Israel di essere al corrente del tentativo di aprire canali diplomatici in corso da parte dell’amministrazione Obama, mentre il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman ha dichiarato di augurarsi che la cosa non corrisponda al vero.
Israele, che è detentore di bombe atomiche, paventa il pericolo dell’arricchimento dell’uranio iraniano a scopi militari, nonostante l’Aiea (Agenzia internazionale energia atomica) avesse fatto sapere di aver preso visione dei campioni raccolti nel territorio della repubblica islamica e di aver trovato sforamenti solo in un sito, comunque molto al di sotto dei valori concorrenti per la creazione della bomba nucleare.












