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Ieri sera un diplomatico russo, Dmitry Borodin, è stato fermato a L’Aia dalla polizia ed interrogato in quanto ritenuto responsabile di abusi nei contronti dei figli. Furioso il presidente russo Vladimir Putin, il quale ha affermato che “Questa è la più grossa violazione della Convenzione di Vienna. Ci aspettiamo spiegazioni e scuse e che i responsabili vengano puniti”.

Quanto accaduto si incardina con la questione dell’arresto e dell’accusa di pirateria degli attivisti di Greenpeace (fra di loro il 32enne napoletano Christian d’Alessandro) che lo scorso 18 settembre hanno compiuto un’azione dimostrativa giungendo fin sotto la piattaforma petrolifera russa Prirazlomnaya, situata nel Mar di Pecora, parte del Mar Glaciale Artico a nord della Russia europea.

I militanti del gruppo ecologista avevano utilizzato per la loro protesta la rompighiaccio Arctic Sunrise, battente bandiera olandese, ed il ministro degli Esteri Serghei Lavrov aveva convocato l’ambasciatore Olandese a Mosca Ron Van Dartel.

L’imbarcazione è ancora sotto sequestro nel porto di Murmansk.