TMNews, 5 ott 12 –

Il tribunale di Amsterdam ha respinto la richiesta del colosso petrolifero Royal Dutch Shell di vietare a Greenpeace di protestare attorno alle sue proprietà, pena una multa salata. L’organizzazione – hanno sentenziato i giudici olandesi – ha il diritto di informare la gente. “Le future azioni di Greenpeace contro la Shell non possono essere vietate in anticipo”, ha spiegato il tribunale di Amsterdam, in risposta all’azione legale intentata da Shell il 21 settembre. “Il giudice ha considerato che organizzazioni come Greenpeace sono in principio libere di compiere azioni per far conoscere alla gente il loro punto di vista”, secondo la corte. Shell è ricorsa in tribunale con l’obiettivo di imporre ai manifestanti di Greenpeace in Olanda una distanza di almeno 500 metri dai suoi impianti petroliferi o uffici, pena una multa da un milione di euro.

L’organizzazione ambientalista ha organizzato numerose proteste contro le perforazioni esplorative della multinazionale anglo-olandese nell’Artico, ma ha anche chiuso con lucchetti da bicicletta delle pompe di benzina in più di 60 stazioni nei Paesi Bassi. “Il mero fatto che una simile azione causi disturbo o perdita di denaro per l’azienda presa di mira, in questo caso la Shell, non rende l’azione illegale”, ha sentenziato il tribunale, aggiungendo tuttavia che gli attivisti non devono impedire ai consumatori di rifornirsi per più di un’ora o alla Shell di non avere accesso ai propri siti per più di due ore. “L’ultimo tentativo di Shell mettere a tacere i suoi contestatori è fallito”, ha commentato il direttore esecutivo di Greenpeace International, Kumi Naidoo, in un comunicato. Il portavoce di Shell, Lukas Burgering, ha invece dichiarato: “Siamo felici che azioni di Greenpeace come quella del 14 settembre siano ora sottoposte a severe condizioni”.