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La Giordania è stata eletta all’unanimità quale paese di turno del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dopo il rifiuto dell’Arabia Saudita dello scorso 17 ottobre: dietro alla scelta di Riyad vi sarebbe stato l’accordo raggiunto fra Russia e Stati Uniti sulla questione delle armi chimiche siriane, ovvero il mancato intervento a sostegno degli oppositori di Bashar al-Assad, legati ai sauditi e finanziati dalla stessa monarchia, come pure l’avvicinamento fra Stati Uniti ed Iran alla luce del nuovo corso politico innestato dalla politica di Hassan Rohani; proprio la decisione degli Stati Uniti, tradizionalmente alleati dell’Arabia Saudita, aveva portato il ministro degli Esteri Saud al-Faisal a scegliere di non intervenire alla seduta generale dell’Assemblea delle Nazioni Unite.

La Giordania si unisce quindi per i prossimi due anni a Ciad, Nigeria, Cile e Lituania: il meccanismo prevede infatti di portare accanto ai 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza (Francia, Russia, Cina, Gran Bretagna e Stati Uniti), dieci paesi con seggio non permanente eletti per due anni, cioè cinque eletti in modo alterno un anno e cinque l’anno successivo.