di Guido Keller –
La Pesc Federica Mogherini è intervenuta al Consiglio di sicurezza delle Nazioni per portare il piano dell’Unione Europea sull’emergenza immigrazione, compresa la possibilità di intervenire contro gli scafisti distruggendo con droni o con raid le imbarcazioni vuote.
Su quest’ultimo aspetto l’ambasciatore all’Onu del governo “di Tobruk” Ibrahim Dabbashi ha avvertito che “Non permetteremo un’operazione militare in Libia. Consentiremo solo un’azione coordinata tra l’Ue ed il governo legittimo di Tobruk, che sia un’azione umanitaria”. Dabbashi ha quindi ribadito che “la maggiore preoccupazione è la sovranità della Libia”.
Mogherini è andata comunque per la sua strada sottolineando che quanto sta accadendo nel Mediterraneo “è senza precedenti ed eccezionale”, per cui è necessaria “una risposta eccezionale, immediata e coordinata”. “L’Unione europea – ha continuato – è pronta a fare la propria parte e ad assumersi le proprie responsabilità, anche se non è sempre stato così, lo riconosco. L’Ue può fare molto, faremo molto, ma non lo faremo da soli”: “Aiutateci – ha affermato rivolgendosi all’assemblea – a salvare vite umane e a smantellare le organizzazioni criminali”.
Terminata la seduta, Mogherini ha riportato che il Consiglio di sicurezza “condivide il senso di urgenza” dell’Unione europea e che ha riscontrato nell’Onu “un alto livello di comprensione per quello che la Ue sta facendo. Perché smantellare il traffico di esseri umani nel Mediterraneo è un modo per salvare vite umane”. Ha quindi aggiunto di non aver “incontrato resistenza da parte di alcun Stato membro”, per quanto “Ci sia ancora molto lavoro da fare sulla bozza, e non abbia trovato opposizione sulla necessità di agire su due punti: la necessità di salvare vite e agire contro le organizzazioni criminali”.
I punti principali della proposta europea riguardano gli aiuti ai paesi di origine e di transito dei migranti, i controlli alle frontiere in Libia e nei paesi confinanti, una serie di missioni contro i trafficanti di esseri umani e gli scafisti e la suddivisione dei profughi attraverso un meccanismo di quote tra i Paesi dell’Ue.

