di C. Alessandro Mauceri –

Sono stati eletti i nuovi paesi che sostituiranno Ciad, Cile, Giordania, Lituania e Nigeria quali membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ad essere stati scelti, e al primo turno, sono stati Egitto, Giappone, Senegal, Ucraina e Uruguay. Il mandato avrà durata biennale a decorrere dal 1 gennaio 2016.

Una decisione che avrebbe dovuto sollevare critiche e polemiche, ma che invece, inspiegabilmente, non ha destato clamore. Quasi tutti i paesi, infatti, sebbene per motivi diversi, presentano peculiarità e anomalie.

In Egitto, ad esempio, è in atto una guerra civile: le elezioni democratiche che si sono svolte nel 2012 sono state annullate dal colpo di stato del luglio 2013. Da allora presidente è Abdel Fattah Said al-Sisi, che ha imposto regole contro la libertà di espressione, di stampa e di partecipazione politica.

Anche in Ucraina è in atto una guerra. Nonostante gli incontri e gli accordi sottoscritti (l’ultimo, a febbraio scorso, a Minsk, alla presenza di Francia, Germania, Russia e, ovviamente, Ucraina, ratificato ulteriormente il 2 ottobre scorso), sono in corso duri scontri, specie nella zona di Donbas. Una guerra che ha avuto conseguenze devastanti sull’economia del paese: di fatto l’Ucraina sopravvive solo grazie ai prestiti provenienti principalmente dal Fmi, e a marzo è stato sottoscritto un accordo che prevede un nuovo piano di aiuti di oltre 40 miliardi di dollari in quattro anni.

Anche in Giappone la situazione è anomala. Proprio nelle scorse settimane il governo ha deciso, con procedure da molti definite “dittatoriali” di cambiare la Costituzione e di consentire al paese di dichiarare guerra, esclusione che era stata inclusa nella costituzione dopo la Seconda guerra mondiale. Molti anche i problemi dal punto di vista economico: oggi il paese del Sol levante è quello che vanta il maggior rapporto deficit/Pil, pari a circa il 400 per cento.

Quanto al Senegal, la scarsità d’acqua potabile influisce negativamente su diversi aspetti della vita e non permette di risolvere i molti problemi. A cominciare dall’elevato tasso di mortalità infantile fino alla diffusione di malattie gastroenteriche, all’impossibilità di coltivare la terra e, di conseguenza, ai problemi legati all’emigrazione dei giovani. Il paese è martoriato dal land grabbing e non mancano problemi sociali come lo sfruttamento dei bambini in qualità di mendicanti: secondo una stima dell´Unicef, si tratta di un fenomeno in crescita che ha raggiunto numeri allarmanti: sono oltre 100 mila i giovani che mendicano in Senegal.

Unica eccezione, forse, l’Uruguay, che dopo il periodo della dittatura sta cercando, anche grazie all’impegno dell’ex presidente Pepe Mujica, di riorganizzarsi e di assumere un ruolo di primo piano in America latina.