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“Jamaat-ur-Ahrar si assume la responsabilità di quest’attacco (e promette che continuerà ad eseguire attacchi analoghi. Presto diffonderemo un video”: con queste parole il portavoce dei talebani pakistani ha rivendicato il gravissimo attentato di oggi presso l’ospedale di Quetta, capoluogo della regione pakistana del Belochistan, in cui sono morte almeno 70 persone e ne sono rimaste ferite oltre 120.
La dinamica della strage è stata a dir poco diabolica. In un primo momento è stato ucciso poco distante dal nosocomio Bilal Anwar Kasi, presidente della locale associazione degli avvocati, nel momento in cui si teneva una riunione del gruppo (Bba). Numerosi avvocati hanno quindi portato in ospedale Kasi, e lì, presso l’entrata principale della struttura, un kamikaze ha fatto esplodere la sua cintura carica di dieci chili di esplosivo uccidendone, come ha spiegato il direttore sanitario Abdur Rehman Miankhel, almeno 18.
Immediatamente è scattato l’allarme in tutti gli ospedali dove sono stati portati i feriti, ed il ministro dell’Interno del Balochistan, Sarfaraz Bugti, ha aperto un’inchiesta volta a considerare, come l’ha definita, una “falla nella sicurezza”.
