PALESTINA. Abu Mazen firma la richiesta di adesione alla Cpi: lo scopo è mettere Israele sotto processo
Notizie Geopolitiche – Dopo che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha bocciato la proposta di risoluzione presentata dalla Giordania volta ad obbligare Israele nei confini del 1967 (otto “sì”, Argentina, Lussemburgo, Ciad, Cile, Giordania, Russia, Francia e Cina, due “no” da parte di Stati Uniti e Australia, e cinque astensioni, ovvero Regno Unito, Lituania, Nigeria, Corea del Sud e Ruanda), il presidente palestinese Abu Mazen ha inviato all’Aia la richiesta di adesione della Palestina alla Corte penale internazionale.
di Ng · 1 Gennaio 2015, ore 12:50 · 1 min di lettura
Abu Mazen (Mahmoud Abbas). (Foto: Quirinale.it - Wikimedia Found.).
Notizie Geopolitiche –
Dopo che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha bocciato la proposta di risoluzione presentata dalla Giordania volta ad obbligare Israele nei confini del 1967 (otto “sì”, Argentina, Lussemburgo, Ciad, Cile, Giordania, Russia, Francia e Cina, due “no” da parte di Stati Uniti e Australia, e cinque astensioni, ovvero Regno Unito, Lituania, Nigeria, Corea del Sud e Ruanda), il presidente palestinese Abu Mazen ha inviato all’Aia la richiesta di adesione della Palestina alla Corte penale internazionale.
Lo scopo è quello di portare Israele davanti ad una corte con l’accusa di crimini di guerra.
Oltre alla richiesta di adesione allo Statuto di Roma del 1998, che ha sancito la nascta nel 2002 della Corte penale internazionale, Abu Mazen ha sottoscritto in diretta tv un’altra ventina di convenzioni internazionali riguardanti i “crimini di guerra” e i “crimini contro l’umanità”.