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Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen e Papa Francesco si sono visti in Vaticano in quello che è stato definito un “incontro cordiale e caloroso”, nel quale il pontefice ha detto che “pensavo a te perché sei un angelo della pace”.

Dalla sala stampa si è poi saputo “l’auspicio che si possano riprendere i negoziati diretti tra le parti per trovare una soluzione giusta e duratura al conflitto. A tale scopo – prosegue la nota – si è ribadito l’augurio che, con il sostegno della comunità internazionale, israeliani e palestinesi prendano con determinazione decisioni coraggiose a favore della pace. Infine, con riferimento ai conflitti che affliggono il Medio Oriente, nel riaffermare l’importanza di combattere il terrorismo, è stata sottolineata la necessità del dialogo interreligioso”.

“Grande soddisfazione” è stata espressa per l’intesa raggiunta il 13 maggio “sul testo di un Accordo comprensivo tra le Parti circa alcuni aspetti essenziali della vita e dell’attività della Chiesa cattolica in Palestina, che sarà firmato in un futuro prossimo”, ovvero il lavoro iniziato dalle commissioni nel 2000, che si completerà con il riconoscimento della Palestina, passando per la “Two-State Solution, per le risoluzioni della comunità internazionale”, e per vari capitoli fra i quali la libertà religiosa e di coscienza, la libertà di azione della Chiesa, le proprietà immobiliari le questioni fiscali, il personale, la giurisdizione, lo statuto personale, i luoghi di culto, l’attività sociale e caritativa e i mezzi di comunicazione sociale che operano sul territorio palestinese.

Dopo il pontefice, Abu Mazen ha incontrato il cardinal Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, accompagnato da monsignor Paul Gallagher, segretario per i Rapporti con gli stati.

Oggi Abbas partecipa alla canonizzazione di due Beate palestinesi, quando nell’Ottocento la Palestina era ottomana: si tratta di Marie Alphonsine Danil Ghattas di Gerusalemme, fondatrice delle Suore del Santo Rosario di Gerusalemme dei Latini, e di Mariam Baouardy (in realtà libanese) della Galilea, mistica.