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E’ morto a seguito delle ferite riportate Saad Dawabsha, il padre del bimbo palestinese di 18 mesi arso vivo nel cuore della notte del 30 luglio: il piccolo Alì Saad dormiva con la famiglia nella propria casa, quando alcuni individui, certamente coloni israeliani, hanno appiccato fuoco all’edificio. Feriti anche la madre del bimbo e il fratello.
Tre coloni israeliani sono già stati arrestati ed il premier Benjamin Netanyahu ha parlato di attacco terroristico, annunciando anche un giro di vite sul radicalismo ebraico. Tuttavia ben gli aveva detto l’ex presidente Shimon Peres: “Non dovrebbe sorprendere nessuno che una ragazza di 17anni venga accoltellata nel momento in cui alcuni sono liberi di etichettare la parata del gay pride come una parata di animali. Coloro che incitano all’odio contro gli arabi di Israele, non dovrebbero essere sorpresi dal fatto che le chiese e le moschee vengano incendiate, o che un bambino muoia bruciato vivo nel cuore della notte”
Oggi Hamas lanciato un appello per una “lotta aperta e completa” contro Israele, ed il portavoce Hossam Badran ha scritto su Facebook che “Nulla fermerà questi coloni assassini e… noi non possiamo attendere che vengano nei nostri villaggi e nelle nostre case”. ”Il nostro popolo in Cisgiordania – ha aggiunto – ha solo una scelta: una lotta aperta e complessiva contro l’occupazione”.
Per quanto Hamas sia partito di maggioranza a Gaza e non in Cisgiordania, la radio pubblica israeliana ha riferito che l’esercito è in allerta temendo “attacchi di rappresaglia palestinesi”.

