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Caustico l’intervento all’Assemblea delle Nazioni Unite del presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen: accusando Israele di aver condotto una “guerra di genocidio” nella Striscia di Gaza, ha dichiarato che “Non si può tornare ai negoziati senza la fine dell’occupazione colonialista e razzista” e che “Ancora una volta (gli israeliani) non hanno perso occasione di far fallire le trattative”.

Nella sala le sedie della delegazione israeliana erano vuote, ma Abu Mazen ha lanciato l’appello a tutta l’Assemblea chiedendo che il Consiglio di Sicurezza approvi una risoluzione con un “calendario preciso”, per la fine dell’occupazione israeliana e l’istituzione dello Stato palestinese. “Ritornare ai negoziati del passato è sbagliato”, ha aggiunto, precisando che gli insediamenti di Israele distruggono l’opzione dei due Stati e che quanto prima “Si deve porre fine al vergognoso blocco israeliano di Gaza”.

Dure la reazione di Israele, con il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman che ha dichiarato che “Il discorso di Abu Mazen all’Onu chiarisce di nuovo e in maniera netta di non voler di non poter essere un partner per un accordo politico ragionevole” e che il leader di al-Fatah, che “ha dato vita a un governo di unità nazionale con Hamas, dimostra una volta in più di non essere una persona di pace ma uno che continua la politica di Arafat con tattiche diverse”.

Anche gli Stati Uniti non hanno gradito l’intervento di Abu Mazen: un portavoce del Dipartimento di Stato ha definito “deludente” quanto espresso dal presidente dell’Anp, “mina gli sforzi per arrivare alla pace”.

Abu Mazen è atteso alla Casa Bianca mercoledì prossimo.