di C. Alessandro Mauceri

Nelle scorse settimane si è assistito ad un vero tour de force di paesi che dichiaravano di riconoscere quale “Stato”, la Palestina.

Anche l’Italia sembrava essersi unita. Il 27 febbraio sono state presentate alla Camera non una, ma due mozioni che parlavano di “riconoscimento della Palestina”: una presentata dal Partito Democratico e una presentata dai gruppi di Area popolare (Scelta civica, Udc, Ndc). Il governo si è detto favorevole a entrambe le proposte. Entrambe le mozioni sono state approvate a larghissima maggioranza.

A non essere stata approvata è stata ll mozione del Movimento 5 Stelle che chiedeva il riconoscimento dello stato palestinese.

Quello che a prima vista sembra un contro senso in realtà nasconde alcuni aspetti tutt’altro che secondari. Dopo le votazioni il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni ha affermato “il Governo valuta positivamente l’impulso parlamentare per promuovere il riconoscimento dello Stato palestinese” e “tutti gli sforzi per riprendere il dialogo tra le parti”. Sì, perché i documenti approvati dalla Camera non prevedono, come si potrebbe pensare ad una prima superficiale lettura, il riconoscimento dello Stato di Palestina. Tutt’altro. Prevedono solo che il governo si impegni “a promuovere il raggiungimento di un’intesa politica tra al-Fatah e Hamas che, attraverso il riconoscimento dello stato d’Israele e l’abbandono della violenza, determini le condizioni per il riconoscimento di uno stato palestinese” e di “lavorare a questo scopo”.

La Camera ha approvato solo che il governo italiano promuova il dialogo tra i due principali contendenti del conflitto israelo-palestinese e che promuova “il riconoscimento della Palestina quale Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 e con Gerusalemme quale capitale condivisa, tenendo pienamente in considerazione le preoccupazioni e gli interessi legittimi dello Stato di Israele”. In altre parole, la Camera dei Deputati ha conferito al governo l’incarico di promuovere la pace tra i due Paesi e il riconoscimento della Palestina come stato democratico e sovrano (da parte di chi però non è stato definito).

Una cosa molto, molto diversa dal riconoscere lo Stato palestinese.

Non a caso le mozioni approvate dalla Camera dei Deputati sono state accolte favorevolmente dal governo israeliano che in un comunicato ufficiale ha affermato che “Accogliamo positivamente la scelta del Parlamento italiano di non riconoscere lo stato palestinese e di aver preferito sostenere il negoziato diretto fra Israele e i palestinesi, sulla base del principio dei due stati, come giusta via per conseguire la pace”.

E, come prevedibile, ben diverso è stato il giudizio dell’Olp che per bocca della sua rappresentante, Hanan Ashrawi, ha detto che “E’ infelice che la risoluzione non si impegni per l’incondizionato e ufficiale riconoscimento dello Stato di Palestina”. L’Olp, infatti, ha rinnovato il proprio invito “al governo italiano di riconoscere lo Stato palestinese senza condizioni”.

Un riconoscimento che vista la bocciatura della proposta di “riconoscere lo Stato palestinese” presentato dal M5S, non si sa quando potrà avvenire.

La Palesina è riconosciuta fra i paesi dell’Unione già da Norvegia, Svezia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Cipro, Slovacchia, Ungheria, Malta, Polonia e Romania, ma poi ancora da Albania, Bielorussia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Russia, Serbia, Georgia e Islanda.

Altri Stati che hanno riconosciuto unilateralmente lo Stato di Palestina nei confini del 1967 (Cisgiordania, Striscia di Gaza e Gerusalemme Est):

Lega araba

Algeria – Bahrain – Comore – Gibuti – Egitto – Iraq – Giordania – Kuwait – Libano – Libia – Mauritania – Marocco – Oman – Qatar – Arabia Saudita – Somalia – Sudan – Tunisia – Emirati Arabi Uniti – Yemen

Altri stati dell’Africa

Angola – Benin – Botswana – Burkina Faso – Burundi – Camerun – Capo Verde – Repubblica Centrafricana – Ciad – Repubblica del Congo – Repubblica Democratica del Congo – Guinea Equatoriale – Etiopia – Gabon – Gambia – Ghana – Guinea – Guinea-Bissau – Madagascar – Mali – Mauritius – Mozambico – Namibia – Niger – Nigeria – Ruanda – São Tomé e Príncipe – Senegal – Seychelles – Sierra Leone – Swaziland – Tanzania – Togo – Uganda – Zambia – Zimbabwe

Altri stati dell’Asia

Afghanistan – Bangladesh – Bhutan – Brunei – Cambogia – Repubblica Popolare Cinese – India – Indonesia – Iran – Laos – Malaysia – Maldive – Mongolia – Nepal – Corea del Nord – Pakistan – Filippine – Sri Lanka – Vietnam – Thailandia – Burma – Kazakistan – Uzbekistan – Kirghisistan – Turkmenistan – Tagikistan

Americhe

Cile – Costa Rica – Cuba – Ecuador – Guyana – Nicaragua – Brasile – Argentina – Bolivia – Uruguay – Perù – Paraguay – Salvador – Venezuela – Saint Vincent e Grenadine – Repubblica Domenicana – Honduras

Oceania

Papua Nuova Guinea – Vanuatu

Stati che riconoscono uno status speciale alle rappresentanze palestinesi:

Delegazione diplomatica palestinese: Francia, Grecia, Portogallo, Spagna, Italia, Austria;

Delegazione speciale Palestinese: Messico;

Delegazione generale palestinese: Irlanda, Australia, Belgio, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito, Città del Vaticano, Stati Uniti;

Rappresentanza dell’OLP: Svizzera:

Dipartimento dell’OLP: Israele (relazioni ufficialmente sospese nel 2001)

Dal 2012 la Palestina è ufficialmente annoverata dalle Nazioni Unite come Stato osservatore; il voto favorevole all’assemblea generale ha riguardato anche molti paesi che non riconoscono ancora formalmente lo Stato di Palestina.