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A poche ore dal voto alle Nazioni Unite che, su mozione della Francia e dei giordano-palestinesi, potrebbe obbligare Israele a rientrare nei confini del 1967, c’è da registrare l’ennesima vittima delle tensioni: un ragazzo di 22 anni è rimasto ucciso nel campo profughi di Qalandiya, vicino a Ramallah, in scontri fra i residenti e i militari dopo che questi sono entrati nel campo.
I militari stavano compiendo una nuova perquisizione per individuare armi ed esplosivi.
In merito alla prevista risoluzione, il premier Benjamin Netanyahu ha comunicato che “Israele respinge tentativi di assalti diplomatici, attraverso decisioni dell’Onu, per costringerci ad un ritiro entro i confini del 1967 in 2 anni”,

