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Violenti scontri sono scoppiati presso il campo profughi di al-Bureij, vicino ai confni della Striscia di Gaza, dove fra un folto gruppo di giovani e i militari israeliani vi sono stati lanci di pietre e di gas lacrimogeni, segno che la protesta che in questi giorni ha infiammato la Cisgiordania e Gerusalemme sta prendendo piede anche in altri settori fino ad avvicinarsi alla pericolosa polveriera di Gaza, dove Hamas è partito egemone.

A far scoppiare l'”Intifada dei coltelli” e gli scioperi è stata la decisione di concedere, infrangendo un precedente accordo, la possibilità data dalle autorità agli ebrei di pregare sulla Spianata delle Moschee, in realtà luogo sacro per tre religioni.

I giovani parlano ormai di “Terza intifada” in corso, ma va detto che il termine “Intifada” è forse eccessivo, dal momento che i disordini in corso, per quanto gravi, non rispondono ad un progetto organizzato.