di Giuseppe Gagliano –
Panama. L’arrivo del nuovo ambasciatore cinese Zhang Xiangyan coincide con una fase di forte tensione tra Pechino e il governo del presidente José Raúl Mulino, mentre la contesa sui porti di Balboa e Cristóbal si trasforma in un nuovo capitolo della competizione strategica tra Cina e Stati Uniti per il controllo delle principali infrastrutture marittime dell’America centrale.
La crisi è esplosa dopo che la Corte Suprema panamense ha dichiarato incostituzionale la concessione che per quasi trent’anni aveva affidato la gestione dei due terminali alla Panama Ports Company, controllata dal gruppo di Hong Kong CK Hutchison. Il governo ha quindi assunto il controllo dei porti, una decisione che Washington considera un passo importante per ridurre l’influenza cinese nelle aree strategiche attorno al Canale di Panama, mentre Pechino continua a sostenere che i propri investimenti hanno esclusivamente finalità economiche.
Dopo la revoca della concessione, le navi battenti bandiera panamense hanno registrato un forte aumento delle ispezioni nei porti cinesi. Pur presentate come normali controlli tecnici, queste verifiche vengono interpretate come una forma di pressione economica indiretta, capace di aumentare costi e ritardi senza ricorrere a sanzioni ufficiali.
La questione assume particolare rilievo perché Panama gestisce uno dei maggiori registri navali del mondo. L’eventuale trasferimento di centinaia di navi verso altre bandiere potrebbe ridurre le entrate dello Stato e indebolire uno dei principali pilastri dell’economia nazionale, con possibili ripercussioni anche sulle catene logistiche internazionali e sul commercio diretto verso gli Stati Uniti.
Per Washington il Canale di Panama resta un’infrastruttura essenziale sia sul piano commerciale sia su quello militare. La presenza cinese nei porti, nelle reti logistiche e nelle infrastrutture regionali viene considerata una vulnerabilità strategica, tanto che l’amministrazione statunitense valuta possibili contromisure nei confronti degli operatori marittimi cinesi.
Il nuovo ambasciatore cinese avrà il compito di evitare un ulteriore deterioramento dei rapporti bilaterali in vista dei prossimi colloqui tra Panama e Pechino. La vicenda conferma come, nella competizione tra le grandi potenze, porti, registri navali e infrastrutture logistiche siano ormai strumenti decisivi di influenza geopolitica tanto quanto la forza militare.












