di Notizie Geopolitiche –
Rischia di fare una seconda vittima lo scandalo denominato “Panama Papers”, la fuga di notizie che ha coinvolto politici e volti noti di tutto il mondo, i quali avrebbero nascosto parti ingenti dei propri averi in paradisi fiscali, tra i quali appunto lo stato centroamericano.
Tra questi nomi spicca anche quello del premier britannico David Cameron, il quale possederebbe capitali in paradisi fiscali e quote di società offshore. Il capo del governo di Londra ha inizialmente smentito tutto, marchiando come falsità queste notizie che rischiano infatti di intaccare notevolmente la sua immagine di leader integro e trasparente.
Dopo giorni di dinieghi pubblici Cameron ha però dovuto arrendersi di fronte all’evidenza: durante un’intervista rilasciata ieri alla televisione inglese Itv, il primo ministro ha infatti ammesso di essere stato in possesso, insieme alla moglie, di quote della Blairmore Holdings, una società con sede alle Bahamas il cui titolare è proprio Ian Cameron, ossia suo padre.
Il premier britannico, dopo aver negato per giorni di aver posseduto capitali occultati all’estero rivelatisi poi realmente esistenti, ha però aggiunto di non aver nulla da nascondere e che i suoi affari finanziari sarebbero completamente trasparenti, garantendo di aver sempre pagato le tasse, anche su quei soldi depositati in paradisi fiscali. I suoi fondi alle Bahamas quindi, secondo quanto raccontato da Cameron, non sarebbero serviti né per evadere il fisco né per occultare i propri capitali; in pratica era come se fossero depositati in una qualunque banca londinese, soltanto situata in un paese straniero, a 7.000 chilometri di distanza dalla capitale inglese ed al di là dell’oceano Atlantico.
Le confessioni di Cameron, la cui popolarità dopo questo scandalo che lo ha travolto è in rapido calo, hanno subito scatenato la reazione dell’opposizione, con le dure dichiarazioni di Tom Watson, vice presidente del partito laburista, il quale ha subito richiesto le dimissioni del premier che non sarebbe più un leader insospettabile e quindi inadatto a guidare il paese e rappresentarlo all’estero.
David Cameron non sarebbe comunque il primo a dover lasciare il proprio posto di premier a causa di questo scandalo, già martedì il suo omologo islandese, Sigmundur David Gunnlaugsson, ha infatti dovuto rassegnare le proprie dimissioni dopo che si era scoperto che, insieme alla moglie, aveva occultato milioni di dollari a Panama tramite una società offshore.

