di Marco Paganelli –
Nei discorsi tenuti ieri a Straburgo presso la sede del Consiglio d’Europa e quella del Parlamento Europeo, papa Francesco ha invitato i capi di Stato e di governo presenti a dare il proprio contributo per la sicurezza globale, ad adeguarsi ai nuovi dinamismi nelle società, allontanando la cultura del conflitto affinché si possano eliminare le sue cause, come il terrorismo religioso e internazionale, il traffico degli esseri umani, nuova schiavitù odierna, e la corsa agli armamenti.
Il pontefice ha sottolineato come i veri nemici da combattere siano “la globalizzazione dell’indifferenza che genera la sterilità umana e il culto dell’opulenza”, ha auspicato che la Corte Europea per i Diritti Umani dia il proprio contributo allo sviluppo di una maggiore coscienza mediante un’adeguata apertura verso questi ultimi e al sostegno ad un’Europa “stanca, invecchiata, ferita da molteplici crisi”, bisognosa di riscoprire la propria identità e la speranza ritrovando la giovinezza spirituale che “l’ha resa feconda e grande” nel passato.
Egli ha collocato il Vecchio Continente in un quadro culturale e geopolitico “multipolare”, sottolineando la necessità di entrare maggiormente in dialogo con tutti i paesi del mondo anche sotto il profilo interreligioso, pur nella diversità delle specifiche opinioni, ma anche “trasversale”, ovvero mediante una comunicazione intergenerazionale efficace.
Papa Francesco si è soffermato poi sulla necessità di prendersi cura del creato, che deve essere custodito in modo adeguato e non sfruttato negativamente, di combattere la disoccupazione non venendo meno alle esigenze della stabilità finanziaria, di dare dignità all’essere umano in quanto tale e non un’eccessiva rilevanza al potere economico.
Bergoglio ha evidenziato l’importanza della solidarietà, della trascendenza, di accogliere gli immigrati affinché non si ripetano ulteriori stragi nel mare Mediterraneo, di affrontare in modo adeguato i problemi dei lavoratori, delle famiglie, dei giovani in difficoltà ma anche delle vite dei nascituri e degli anziani, che spesso vengono abbandonati a se stessi.
Ha dichiarato infine, ai giornalisti che lo accompagnavano nel suo viaggio di ritorno in Vaticano, di non escludere a priori la possibilità di dialogare pure con lo Stato Islamico.

