Paraguay. Partnership di sicurezza con Israele: si ridisegnano gli equilibri nel Cono Sud

di Giuseppe Gagliano

Il memorandum firmato ad Asunción tra Paraguay e Israele segna un salto di qualità nella cooperazione tra i due Paesi, trasformando un rapporto storico in un’alleanza operativa incentrata sulla lotta alla criminalità organizzata e al narcotraffico. È un accordo che va ben oltre la retorica diplomatica: riguarda intelligence, tecnologia, addestramento e, soprattutto, un nuovo posizionamento geopolitico del Paraguay.
Il governo di Santiago Peña considera la criminalità transnazionale la principale minaccia alla sicurezza nazionale. Le aree di confine con Argentina, Brasile e Bolivia sono diventate corridoi strategici per cartelli e reti ibride che combinano traffici illeciti, corruzione e presenza armata. In questo contesto, Israele offre competenze maturate in decenni di controterrorismo e operazioni in ambienti complessi, oltre a un’industria della difesa tra le più avanzate al mondo.
Il memorandum, immediatamente operativo, prevede un salto infrastrutturale nella capacità paraguaiana di raccogliere e analizzare informazioni, coordinare operazioni congiunte e dotare le forze armate e la polizia di equipaggiamenti avanzati. Non è solo una questione tecnica: significa portare nel Cono Sud dottrine, metodi e tecnologie israeliane che possono modificare profondamente il modo in cui il Paese affronta narcotraffico, reti criminali e milizie locali.
La visita del ministro Gideon Saar e l’incontro con Peña confermano un allineamento politico preciso. Il Paraguay è oggi uno dei governi sudamericani più vicini a Israele, come dimostrato dallo spostamento dell’ambasciata a Gerusalemme, sostenuto nonostante le critiche internazionali. In cambio, Asunción ottiene un partner che offre strumenti operativi e legittimazione internazionale nella guerra contro il crimine.
Per Israele, l’accordo è un tassello di una più ampia strategia latinoamericana: costruire una rete di Paesi amici, ampliare la presenza industriale e inserirsi nelle dinamiche di sicurezza regionale in un’area che sta acquisendo crescente rilevanza economica e geopolitica.
Nei prossimi mesi potrebbero arrivare programmi di formazione per unità speciali, sistemi di sorveglianza aerea e terrestre, revisione delle procedure di intelligence e operatori israeliani sul campo come consulenti. Tutto questo in un Paraguay che vuole mostrarsi come attore affidabile e modernizzatore, impegnato a contrastare le reti criminali che destabilizzano l’intero Cono Sud.
L’intesa rappresenta quindi molto più di una cooperazione tecnica: è un’evoluzione della postura internazionale del Paraguay e un segnale di come Medio Oriente e America Latina stiano intrecciando sempre più i loro dossier strategici.