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La Cina continua nella militarizzazione di isole contese nel mar Cinese meridionale, come pure la costruzione nelle stesse aree di isole artificiali. Ieri gli Stati Uniti hanno criticato la collocazione da parte di Pechino di radar e di missili antiaerei dalla gittata di 200 km. sulla Woody (Yongxing), la principale delle isole Paracel, situata in un tratto di mare conteso, oltre che dalla Cina, anche da Vietnam, Malesia, Filippine e Brunei.
Sul tema è intervenuta oggi l’agenzia ufficiale cinese Xinhua, che in un editoriale ha ribadito l’”indiscutibile sovranità” sulle isole e che non vi è interesse a bloccare il traffico marittimo che trasporta “ogni anno beni per migliaia di miliardi di dollari”.
Per le autorità cinesi sono gli Stati Uniti a destabilizzare la regione, attraversandola di continuo con navi e aerei militari e riaprendo le basi militari nelle Filippine. Inoltre sarebbe Washington a spingere perché gli altri paesi dell’area compiano rivendicazioni territoriali su isole occupate dai cinesi da oltre quarant’anni, per cui – continua la Xinhua – “se c’è una classifica dei destabilizzatori nel mar Cinese meridionale, non c’è dubbio che Washington sia in testa”.
Gli Usa hanno giustificato il continuo transito dei propri mezzi militari per “garantire la libertà di navigazione”.

