di Enrico Oliari –

La sostanziale differenza fra l’attacco israeliano e quello di Hamas consiste nel fatto che mentre il primo dispone di mezzi aerei e quindi della capacità di colpire con precisione obiettivi specifici, il partito di Gaza, che non può contare sull’aviazione, lancia razzi in modo impreciso per non dire casuale verso la popolazione israeliana, la quale può contare su rifugi attrezzati e su sistemi difensivi come la contraerea e le batterie Iron Dome. Tuttavia è bene rivelare che i razzi lanciati da Gaza non sono sempre artigianali: quelli che hanno raggiunto Hadera, 80mila abitanti situata 45 km a sud di Haifa e circa altrettanti chilometri a nord di Tel Aviv, sono stati M-302 Khaibar, il genere utilizzato dagli Hezbollah libanesi nel 2006 contro Haifa. Il razzo è un’edizione iraniana del WS1 cinese, rielaborato dagli ingegneri di Hezbollah, capace di portare 175 kg di esplosivo a distanze di 200 km (Hadera è a 110 km a nord di Gaza).

Si ritiene che i missili siano giunti dall’Iran, in quanto a marzo era stata intercettata una nave proveniente dal Golfo Persico carica di cemento con nascosti M-302.

La nave fermata a 1500 km dalle coste iraniane era la Klos C, battente bandiera panamense, assalita da 13 incursori, ma, come Notizie Geopolitiche aveva notato, non tutti i conti tornavano in quanto mancava la tracciabilità della rotta della nave (vedi).

Il portavoce dell’esercito israeliano, generale Moti Almoz, ha rivelato che a Gaza vi sarebbero “100.000 razzi, tra cui alcuni capaci di raggiungere Tel Aviv”, come poi è stato, anche se intercettati dai sistemi difensivi.

Da canto loro le Brigate Ezzedin al-Qassam, il braccio armato di Hamas che ha rivendicato il lancio dei missili, hanno comunicato il partito di aver lanciato “contro Haifa un razzo R-160, contro Gerusalemme quattro razzi M-75, e contro Tel Aviv altri quattro razzi M-75″.