di Guido Keller

Per Israele la permanenza al potere in Siria di Bashar al-Assad e del suo apparato, rappresenta il male minore: già in passato Notizie Geopolitiche ha spiegato che le motivazioni sono molteplici ed in particolare riguardano l’approvvigionamento di gas ed il controllo delle alture del Golan.

Due inverni fa Tel Aviv aveva infatti sospeso la fornitura di gas a Gaza e di tutta risposta i Fratelli Musulmani egiziani, che proprio allora stavano consolidando il proprio potere, avevano minacciato di interrompere le forniture di gas egiziano ad Israele; tuttavia Israele, oltre che dall’Egitto, Israele riceve il gas dalla Siria, che, raccogliendosi a Homs, viene convogliato nel Gasdotto Arabico, attraversa la Giordania fino ad Aqaba, risale il Sinai e, ricongiungendosi al Gasdotto Egiziano, entra in mare ad Arish, per affiorare ad Ashkelon, in territorio israeliano. Il consolidarsi dei Fratelli Musulmani in Siria, che non hanno mai fatto mistero del loro antisionismo, potrebbe così porre Israele fra l’incudine egiziana ed il martello siriano.

Per quanto riguarda la questione del Golan, regione passata in modo improprio ad Israele con la Guerra dei Sei giorni, Tel Aviv ha sempre potuto contare su un atteggiamento “tiepido” da parte degli al-Assad, un modo di porsi davanti al controllo delle alture, importante riserva d’acqua e posizione strategica predominante, che potrebbe cambiare radicalmente proprio con la salita al potere in Siria delle opposizioni.

Tant’è che in questi giorni il Times di Londra ha citato il parere di un alto ufficiale dell’intelligence israeliano secondo il quale per lo Stato ebraico è invece meglio avere di fronte “il diavolo che si conosce”, ossia al-Assad, che non “demoni confluiti da tutto il mondo arabo”, ossia le variegate forze ribelli nei cui ranghi sembra crescere il peso dei jihadisti ed addirittura dei qaedisti di al-Nursa.

Di diverso avviso Amos Yadlin, già a capo dell’intelligence militare, il quale è intervenuto su Radio Gerusalemme per spiegare che “al-Assad è molto più pericoloso per Israele di qualsiasi regime possa succedergli, e questo perché egli consente all’Iran di trafugare missili ed altri armamenti verso il Libano”.