di Ehsan Soltani –
Dall’Iran arrivano due nuovi aggiornamenti circa la persecuzione degli oppositori al regime teocratico, in una realtà dove basta esprimere un minimo dissenso per finire in carcere.
Il primo caso riguarda il giovane blogger Hossein Ronaghi-Maleki, incarcerato nella prigione di Evin con il fratello Hassan nel 2009 a seguito delle proteste post-elettorali e per questo condannato a 15 anni di reclusione.
Nel braccio 2a, gestito dai pasdaran, il giovane è stato sottoposto a dure violenze psicologiche e fisiche; contratto una grave infezione ad un rene, che poi ha perso, gli è stato impedito di accedere alle cure sanitarie se prima non avesse reso pubblica confessione in tv; ricoverato d’urgenza all’ospedale Hasheminejad e quindi ricondotto in carcere, Hossein, già fortemente provato, ha dichiarato nel 2012 uno sciopero della fame per chiedere la liberazione e la possibilità di usufruire delle cure di cui ha bisogno.
Campaign for Human Right ed altre organizzazioni, anche di esuli iraniani all’estero, si sono impegnati in una raccolta di firme che ha portato alla momentanea liberazione del giovane blogger; tuttavia due giorni fa le autorità lo hanno arrestato e ricondotto in carcere.
Notizie Geopolitiche ha poi trattato in varie occasioni il caso di Mehdi Khazali, vittima di una retata seguita all’arresto di coloro che avevano partecipato ad una riunione dell’embrione del Partito Liberale, gruppo conosciuto come ‘Amici della penna’, lo scorso 8 novembre: anche lui fortemente debilitato a seguito del lungo sciopero della fame ed oggetto di campagne di sensibilizzazione volte a chiederne la scarcerazione, ha ottenuto oggi una licenza dal carcere di una settimana.

