TMNews, 4 set 12 –
Dopo una dura ondata di proteste contro le estrazioni minerarie, il congresso del Perù voterà oggi le riforme messe a punto per ripristinare la fiducia dell’opinione pubblica nelle iniziative del governo per gestire lo sfruttamento delle risorse. Sfruttamento che ha reso il Paese una delle economie in più rapida espansione del Sud America. A luglio ci sono state 168 proteste sulle risorse naturali, secondo il difensore civico del Perù presso gli enti locali, la Defensoria del Pueblo: nello stesso periodo del 2009 fu raggiunto il picco di 293. I dati ufficiali evidenziano che 17 persone sono morte in questi conflitti da quando ha assunto il potere il presidente Ollanta Humala, nel luglio 2011, rispetto alle 191 vittime sotto il suo predecessore, Alan Garcia. Il governo, con un po’ di ritardo, sta cercando di incrementare la sua supervisione dei progetti minerari, mentre si prepara a investimenti per 50 milioni di dollari nel settore per il prossimo decennio. Oggi ci sarà un notevole passo avanti in tal senso, con l’arrovazione di una legge per una riforma amministrativa che darà vita a un nuovo ente con ampi poteri responsabile della realizzazione delle valutazioni di impatto ambientale. Questo organismo, noto come Senace, sarà formato da rappresentanti di sei ministeri e presieduto dal ministro dell’Ambiente. Si tratta di una svolta rispetto al precedente sistema, in base al quale soltanto il ministero delle estrazioni minerarie valutava i progetti del settore, suscitando perplessità e sospetti di collusione. “E’ una vera e propria nuova epoca per il Perù. I poteri saranno gradualmente trasferiti”, ha sottolineato il ministro dell’Ambiente, Manuel Pulgar Vidal, “Questo non rafforzerà soltanto il ministero, ma soddisferà una pubblica esigenza”.
