di Guido Keller –
Dopo la macabra esecuzione del pilota giordano Moaz al-Kassasbeh ad opera dell’Isis, arso vivo in una gabbia, la Giordania ha deciso di rispondere “occhio per occhio, dente per dente” ed ha già provveduto a giustiziare la terrorista Sajida al-Rishawi, che le autorità di Amman, sollecitate da Tokyo, volevano scambiare con al-Kassasbeh e con i due ostaggi giapponesi, il contractor Haruna Yukawa e il giornalista freelance Kenji Goto.
La qaedista Sajida al-Rishawi era una terrorista irachena che nel 2005 aveva tentato di farsi esplodere ad un banchetto nuziale nella capitale giordana, ma il suo giubbotto imbottito di dinamite non aveva funzionato; il marito Ali Hussein Ali al-Shamari si è fatto saltare in aria uccidendo 38 persone presso il Radisson Sas Hotel, gesto che era combinato con altri due attentatori che hanno colpito contemporaneamente altre strutture alberghiere, causando in totale 60 morti.
Con al-Rishawi è stato passato per la pena capitale anche un altro prigioniero jihadista, Ziad al-Karbouli, ed altri tre potrebbero essere giustiziati nelle prossime ore.
al-Karbouly era nelle carceri giordane dal 2008 in quanto aveva pianificano attacchi terroristici contro cittadini giordani in Iraq.
Il 3 gennaio vi era stato il tentativo da parte di un commando statunitense di liberare il pilota giordano, abbattuto con il suo F-16 sopra i cieli di Raqqa, ma la contraerea dell’Isis aveva obbligato gli elicotteri a rientrare. Il pilota giordano è stato il primo della coalizione ad essere abbattuto dalla contraerea dello Stato Islamico (in passato era accaduto a piloti siriani); la Giordania partecipa con i propri aerei alla coalizione internazionale contro i jihadisti in Siria e in Iraq; gli altri paesi a far volare i propri caccia per i raid contro lo Stato Islamico sono Usa, Arabia Saudita, Emirati, Bahrein e Qatar, tuttavia anche l’Iran, su richiesta di Baghdad, ha colpito i miliziani dell’Isis con la propria aeronautica.
Nel filmato che mostra l’esecuzione di al-Kassasbeh viene annunciata una taglia su altri cinquanta soldati giordani della Coalizione, definiti “crociati ricercati”, indicati con tanto di generalità e la scritta “Ricercato. Pilota crociato”.
Alla notizia della morte del pilota re Abdallah di Giordania ha interrotto la visita negli Usa ed è rientrato immediatamente ad Amman, mentre il presidente Barak Obama ha affermato che quanto accaduto “dimostra ancora una volta la barbarie di questa organizzazione e mostra dove può portare la degenerazione di un’ideologia”.
Ma non solo: a seguito dell’incontro che si è tenuto a Washington fra i due capi di stato, l’amministrazione Usa verserà un miliardo di dollari all’anno per i prossimi tre anni alla Giordania in aiuti militari, contro i 660 milioni destinati in precedenza per ogni quinquennio.
Dal Cairo è arrivata la dura presa di posizione del grande imam della moschea egiziana di al-Azhar, di Ahmed al-Tayeb, il quale ha definito l’Isis una “organizzazione terrorista satanica” ed ha detto che l’uccisione del pilota giordano “è un’azione maligna” respinta da tutte le religioni.
Per al-Tayeb “i terroristi dello Stato Islamico andrebbero crocifissi e bisognerebbe tagliare loro mani e piedi”.
Ha quindi espresso le sue condoglianze al re Abdallah di Giordania e al popolo giordano per il martirio del pilota.
La moschea e l’annessa scuola coranica di al-Azhar sono le principali del mondo islamico sunnita insieme a quella tunisina di al-Zaytouna, riaperta dopo la Rivoluzione che ha portato alla deposizione di Ben Ali.

