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A dati ancora non definitivi, il partito ultranazionalista, xenofobo ed euroscettico Diritto e Giustizia (Pis) ha stravinto con il 39,1% delle preferenze le elezioni politiche in Polonia, letteralmente schiacciando le sinistre che per la prima volta dalla caduta del Comunismo non raggiungono il quorum dell’8% necessario per entrare in parlamento.

Il presidente del partito Jarosław Kaczynski e la premier designata Beata Szydlo si apprestano così a prendere le redini della Polonia, relegando all’opposizione l’attuale premier Ewa Kopacz (che aveva preso il posto di Donald Tusk chiamato a presiedere il Parlamento europeo), che con Piattaforma Civica si è fermata al 23,4%

Terzo partito è il Kukiz’15, formazione antisistema della rockstar Pawel Kukiz, al momento al 9%, mentre Sinistra Unita di Barbara Nowacka è data al 6,6%, per cui a quota zero seggi.

L’Europa Unita teme ora che l’avversione alle politiche di accoglimento dei rifugiati, per altro già espresse, si accentui e possa portare ad una paralisi delle trattative ad esempio sulla redistribuzione dei profughi, ovvero che si possa trovare difronte ad un nuovo caso Orban. Pis è profondamente anti-europeista, ma va detto che dal 2007 al 2020 la Polonia ha ricevuto dalle casse di Bruxelles (cioè degli europei) qualcosa come 180 miliardi di euro.