di Giuseppe Gagliano –
In Polonia il primo turno delle presidenziali ha confermato un’inedita parità tra due blocchi inconciliabili: il progressista ed europeista Rafal Trzaskowski, sindaco di Varsavia e candidato della Piattaforma Civica (al governo), ha ottenuto il 31,2% dei voti; Karol Nawrocki, espressione dell’ultraconservatore PiS, ha raccolto il 29,7%. Il ballottaggio del 1 giugno sarà il teatro di un confronto senza esclusione di colpi, già preannunciato da scandali personali e attacchi cibernetici attribuiti dal premier Tusk ad hacker russi.
Il voto dunque si configura come un referendum sulla tenuta democratica del Paese, con la guerra in Ucraina e i rapporti con Bruxelles sullo sfondo.
La vittoria di Trzaskowski è tutt’altro che scontata, in quanto la buona performance dell’ultranazionalista Slawomir Mentzen e del leader dell’ultradestra Grzegorz Braun, che insieme sono al 22%, potrebbe convogliare il sostegno a Nawrocki.












