
di Guido Keller –
Dopo il premio assegnato agli iraniani Jafar Panahi e Nasrin Sotoudeh, rispettivamente un regista ed un avvocato impegnato nei diritti civili al momento detenuti nella repubblica islamica, il governo di Teheran ha chiuso le porte ad una delegazione di cinque eurodeputati diretti Iran per consegnare il prestigioso riconoscimento.
A darne notizia è stata la capo delegazione Tarja Cronberg, la quale ha comunicato di aver ricevuto una telefonata da parte dell’ambasciatore dell’Iran presso l’Unione europea con cui si informava che delegazione non era autorizzata a incontrare i destinatari dei premi.
La scelta di assegnare il premio Sakharov ai due iraniani era stata fatta dalla riunione dei capigruppo dell’Europarlamento e nella ‘short list’ finale delle candidature c’erano anche il gruppo femminista russo delle Pussy Riot ed il bielorusso Ales Bialiatski, attivista per la difesa dei diritti umani, attualmente in carcere.
L’atteggiamento di chiusura del governo iraniano dimostra il grado di liberticidio che c’è nel paese islamico, ma, d’altro canto, non si capisce quale reazione ci si aspettasse a Strasburgo dopo la dichiarazione del presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, il quale aveva commentato a caldo che “il premio Sakharov attribuito agli iraniani Jafar Panahi e Nasrin Sotudeh è una chiara condanna al regime di Teheran”.















