di Raffaele Luongo

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro annuncia alla stampa che il gruppo OPEC e i paesi non-OPEC sono oramai prossimi a un’intesa che porterà a un accordo sul greggio, un accordo ricercato da diverso tempo che, stando a quanto riferito da Maduro, potrebbe arrivare per la fine di questo mese.

Non a caso la settimana prossima si terrà, tra il 26 e il 28, la riunione biennale del IEF (International Energy Forum) e i 72 membri aderenti all’iniziativa si riuniranno a Algeri. A margine delle riunioni ufficiali i produttori OPEC, come l’Arabia Saudita e altri fra i maggiori produttori ed esportatori del Medio Oriente, incontreranno i produttori non-OPEC, e fra questi ultimi giocherà un ruolo importante la Russia.

Nonostante l’annuncio di Nicolas Maduro nulla è certo sui tempi che dovrebbero portare a un accordo e tenendo presente che è già in agenda un vertice ufficiale OPEC in data 30 novembre, è probabile che il raggiungimento di una concertazione possa slittare, non è scontato il raggiungimento di un’intesa per la fine di settembre.

Nel frattempo la promessa di un congelamento nella produzione spinge in alto il prezzo del greggio ma continua a pesare la paura per l’eccesso di scorte. Il tentativo di inizio anno di imporre quote alla produzione è fallito dopo che il rifiuto dell’Iran ha spinto l’Arabia Saudita a sfilarsi dall’accordo. L’Iran sta tornando sul mercato dopo la rimozione delle sanzioni e non sembra per niente interessato a porsi dei limiti, punta quindi a raggiungere nuovamente i livelli produttivi pre-sanzioni.

Teheran sta dispiegando tutta la sua forza d’esportazione, sta quindi inondando il mercato con più di due milioni di barili al giorno contribuendo ad aumentare le scorte internazionali. L’accordo che si sta cercando di raggiungere dovrebbe proprio mirare a ridurre l’eccesso di offerta che tiene bassi i prezzi e riduce i guadagni per i paesi produttori. Mentre quest’ultimi si scrutano e non trovano una soluzione, i mercati attendono l’esito dei maggiori vertici di politica monetaria, e il 20 e il 21 settembre si terranno riunioni importanti per la Federal Reserve e la Banca del Giappone.