di Guido Keller –

Dopo l’Ecofin di due giorni fa, ha preso il via a Bruxelles l’incontro dei ministri dell’Interno dell’Unione Europea per discutere in via straordinaria della crisi immigrazione.

Sul tavolo la bozza preparata ieri sera, dopo una riunione ad alta tensione, dagli ambasciatori, per cui la rappresentanza tedesca ha già minacciato di non firmare ed ha avvertito che è a rischio il trattato di Schengen.

In sintesi sparisce ancora una volta l’obbligatorietà di farsi carico per i paesi membri della redistribuzione dei profughi, 120mila secondo il piano Juncker provenienti da Italia, Ungheria e Grecia; vengono inoltre ipotizzati centri di accoglienza chiusi fino alla sentenza di accoglimento o di respingimento della domanda di asilo; scivola nuovamente il piano Juncker stesso, fino all’incontro di ottobre.

L’unico punto approvato al momento e senza contrapposizioni è stato il potenziamento della lotta agli scafisti della missione navale Eurofor.

Nel frattempo i migranti continuano a spingere per entrare: al confine tra Serbia e Ungheria sono in migliaia in attesa di entrare nel territorio dell’Unione Europea ed in molti altri stanno risalendo il paese di Belgrado fino alla barriera voluta dal premier Vitor Orban.

Il governo tedesco, che si è detto disponibile ad accogliere un milione di profughi, ha riaperto il traffico ferroviario dall’Austria, interrotto ieri per decongestionare la stazione di Monaco dove sono giunti 19mila migranti in due giorni, ma i controlli reintrodotti alle frontiere stanno creando intasamenti sulle strade. Maggiori controlli sono stati introdotti anche dall’Italia al Brennero attraverso il potenziamento degli agenti, dove al momento vi sono una novantina di profughi.

Per ribadire la posizione della Gran Bretagna, che si chiama fuori dalla redistribuzione dei profughi, il premier David Cameron è volato in Libano dove ha visitato un campo profughi e dove ha spiegato che la Gran Bretagna andrà a prenderne 20mila lì, senza che siano loro a intraprendere viaggi pericolosi; il premier ha annunciato la nomina di un ministro dedicato alla gestione dei 20mila profughi che Londra accoglierà.

Tuttavia anche questa è l’immagine di un’Europa divisa, che si sta mostrando incapace di individuare regole e strategie comuni in materia di immigrazione.

I ministri hanno adottato uno schema di ricollocazione di 40mila profughi da Italia (24mila) e Grecia (16mila) in due anni. Riguarda i richiedenti asilo che arriveranno tra il 15 agosto 2015 ed il 16 settembre 2017.