TMNews, 13 ott 12 –
Il presidente della Repubblica democratica del Congo, Joseph Kabila, aprendo il summit della Francofonia a Kinshasa, ha definito il conflitto nell’est del suo Paese “una guerra ingiusta” imposta “da forze negative al soldo di interessi esterni”. “Mentre il nostro popolo si spende per migliorare le sue condizioni di vita, delle forze negative al soldo di interessi esterni da mesi sono impegnate a destabilizzare il nostro Paese nella provincia del Nord Kivu (est)”, ha affermato Kabila senza tuttavia citare il Ruanda, accusato dall’Onu e da Kinshasa di sostenere una rivolta nell’est.
“A causa della guerra ingiusta che ci impongono, ancora una volta, migliaia di donne e di bambini perdono la vita o errano nelle montagne del Kivu e altri sono costretti a vivere in condizioni che non possono che interpellare la coscienza”, ha aggiunto Kabila rivolgendosi ad una quindicina di capi di Stato e di governo riuniti a Kinshasa per il summit. Nel pomeriggio, i partecipanti al summit dovranno discutere, a porte chiuse, della situazione nel Nord Kivu dove l’esercito congolese combatte i ribelli dell’M23 (movimento composto da ammutinati) e diversi gruppi armati, in una regione ricca di risorse minerarie. Esperti dell’Onu hanno recentemente accusato il Ruanda di fornire sostegno militare ai ribelli cosa che Kigali ha smentito. Il presidente ruandese Kagamé era oggi il grande assente del summit. Dallo scorso aprile, l’intensificarsi del conflitto nel Nord Kivu tra i governativi e i ribelli di M23 ha provocato circa 390mila sfollati e costretto più di 60mila persone a fuggire in Ruanda e in Uganda.

