di Giacomo Dolzani

La Corte Penale Internazionale (Cpi) ha ritenuto il 53enne Jean Pierre Bemba, ex vicepresidente della Repubblica Democratica del Congo, colpevole di crimini contro l’umanità, omicidio e violenze sessuali di massa. La pena inflitta è di 18 anni di carcere.

Tra il 2002 ed il 2003 l’ex signore della guerra avrebbe inviato a Bangui, capitale della vicina Repubblica Centrafricana, un corpo di oltre mille guerriglieri i quali, secondo il tribunale, hanno condotto massacri contro la popolazione civile e stuprato centinaia di donne, il tutto protetti dallo stesso Bemba.

Soddisfazione è stata espressa dalle associazioni per la difesa dei diritti umani. Tra queste la International Federation for Human Rights ha definito la sentenza “un momento storico” ed “un forte messaggio da parte del Cpi”.

Sono però ancora una minima parte i comandanti di eserciti regolari e corpi paramilitari che vengono raggiunti dalla giustizia e puniti per le loro atrocità: crimini di questo genere sono infatti quasi una costante in tutte le numerose guerre che dilaniano il continente africano, mentre il saccheggio dei villaggi e gli stupri sono considerati come una sorta di premio per i soldati, la cui paga è quasi sempre infima o nulla.

Proprietario di tv private con interessi nell’aviazione, Bemba è stato arrestato nel 2010 su mandato della Cpi, e condannato una prima volta a marzo a 12 anni.

Twitter: @giacomodolzani