TMNews, 26 nov 12 –
Il premier della Repubblica democratica del Congo, Augustin Matata Ponyo, chiede che l’Onu autorizzi i 17.000 caschi blu già presenti nel Paese a usare la forza contro i ribelli attivi nella provincia orientale del Kivu. Intervistato dal Financial Times, Matata Ponyo ha dichiarato di volere “assolutamente” un mandato in linea con il “capitolo VII” dello Statuto Onu, che prevede il ricorso a ‘ogni azione che sia necessaria per mantenere o ristabilire la pace e la sicurezza internazionale’. I ribelli del Movimento 23 marzo (M23) hanno conquistato la scorsa settimana la città di Goma e la vicina località di Sake sotto gli occhi della missione di pace Onu (Monusco), oggi non autorizzata a usare la forza. “Monusco è una missione molto forte, è possibile affidarle un nuovo mandato nelle prossime settimane”, ha sottolineato il premier. Le forze armate congolesi, corrotte e sospettate di legami con organizzazioni criminali, non sono mai riuscite ad assumere il controllo della regione orientale del Paese, ricca di vaste riserve di oro, stagno, tungsteno e coltan, quest’ultimo necessario alla fabbricazione di computer e cellulari. Ma il premier assicura che “chiunque punti a minare l’integrità territoriale del Congo fallirà”, perchè da nord a sud, da est a ovest, fino al centro del Paese, tutti “vogliono tenere il Congo unito”.

