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Ammonta a 42 morti il bilancio delle vittime delle tensioni a Kinshasa, capitale della Repubblica democratica del Congo, dove da giorni gli oppositori del presidente Joseph Kabila protestano per l’annunciata proroga del suo incarico oltre la fine mandato del 2016.
Kabila è divenuto presidente del paese in seguito all’assassinio di suo padre Laurent-Désiré Kabila, avvenuto il 16 gennaio 2001. Oggi la Costituzione della Repubblica democratica del Congo non consente di superare i due mandati, ma è stato studiato un escamotage, prontamente trasformato in progetto di legge, che permette di legare le elezioni presidenziali ad un censimento, che farebbe slittare le elezioni oltre la naturale scadenza e quindi permettere la permanenza di Kabila a Capo dello Stato.
Gli scontri di oggi sono per lo più fra studenti, chiamati in piazza dai tre partiti di opposizione, e le forze dell’ordine; le autorità locali, a Kinshasa, hanno oscurato internet, cercando così di mettere a tacere le proteste.
Nella foto: Joseph Kabila
