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Dopo le 66 annunciate l’8 marzo, oggi le autorità della Repubblica Democratica del Congo hanno sbloccato le adozioni di altri bambini. Lo ha reso noto il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Amendola, il quale ha comunicato che “Una volta che la Commissione per le Adozioni Internazionali e gli enti per le adozioni avranno provveduto a finalizzare rapidamente le procedure necessarie, i bambini potranno partire per l’Italia come, sappiamo, sta avvenendo per moltissimi dei bambini anch’essi sbloccati insieme ai nostri nelle scorse settimane, i quali già hanno raggiunto le loro case negli altri Paesi interessati alle adozioni.
Rimane ancora un numero molto limitato di piccoli che si auspica possano essere rapidamente sbloccati e per i quali l’Ambasciata d’Italia a Kinshasa è in contatto con le autorità congolesi.
La decisione di riprendere le adozioni era stata annunciata lo scorso novembre dal ministro della Giustizia della Repubblica Democratica del Congo Alexis Thambwe Mwamba, dopo che nel settembre 2013 le autorità congolesi avevano improvvisamente bloccato gli itinera volendo indagare su presunti maltrattamenti e soprattutto sul fatto che i destinatari potessero essere coppie omosessuali, cosa quest’ultima contraria alle leggi del paese africano. Erano stati poi individuati dossier errati e soprattutto casi di corruzione.
Allora le coppie adottanti si erano recate a Kinshasa restando lì anche per settimane con costi non secondari, ma le autorità locali non avevano ceduto. Il ministro degli Esteri Emma Bonino aveva convocato l’ambasciatore Albert Tshiseleka Felha per esprimergli lo sconcerto del Governo italiano circa il fatto che gli accordi verbali raggiunti tra le autorità congolesi e la ministro Kyenge erano stati del tutto disattesi, mentre il ministro dell’Interno della Rd. Congo aveva avuto una riunione con gli ambasciatori di Italia, Stati Uniti, Francia, Belgio, Canada e Regno Unito per far sapere la decisione prorogare il blocco delle adozioni.
I bambini dati in adozione hanno oggi tre anni in più rispetto ad allora, tempo prezioso perso per un’idonea integrazione nel tessuto famigliare e sociale in un’età, ad esempio, in cui viene appreso il linguaggio.

