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È stato fatto qualche passo avanti sul caso di Giulio Regeni, il ricercatore italiano di cui si erano perse le tracce al Cairo la notte del 25 gennaio (anniversario di Piazza Tahrir), ed il cui corpo seviziato era stato trovato il 3 febbraio lungo la strada che collega la capitale egiziana ad Alessandria.
Nella due giorni di colloqui tra il procuratore generale egiziano Nabil Ahmed Sadek e il procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatone con il sostituto Sergio Colaiocco sono emersi nuovi elementi che provano il fatto che il giovane ricercatore era attenzionato dalla polizia, ma non sono stati procurati i tabulati telefonici grezzi del luogo dove è stato ucciso e di quelli di dove il cadavere di Regeni è stato ritrovato.
In merito alla banda dei cinque rapinatori uccisi in uno scontro a fuoco con la polizia, indicati in un primo momento come coinvolti nell’omicidio, la nota congiunta riporta che “Sulle indagini relative ai fatti del 24 marzo 2016 e al ritrovamento dei documenti di Giulio Regeni in casa di uno dei parenti del capo della banda criminale, la Procura Generale d’Egitto ritiene che allo stato delle indagini vi siano solo deboli indizi di un collegamento tra i cinque componenti la banda poi uccisi e il sequestro e l’uccisione di Regeni”.
Le autorità italiane hanno consegnato il computer del ricercatore come pure i tabulati dei giorni antecedenti la partenza per l’Egitto e la nota congiunta recita che “La Procura Generale egiziana continuerà le indagini per verificare eventuali relazioni tra la banda criminale, di cui fanno parte anche altre persone, e gli autori dell’omicidio. Il procuratore generale ribadisce la volontà di continuare le indagini sino alla scoperta dei colpevoli senza escludere nessuna pista investigativa”.
Le due procure hanno quindi espresso l’intenzione di continuare a cooperare per arrivare alla verità sulla morte di Giulio Regeni.
In un comunicato la Farnesina ha riferito che “Il Ministro Gentiloni ha telefonato oggi ai genitori di Giulio Regeni, rinnovando loro la sua personale vicinanza e di tutto il Governo. Nella telefonata il Ministro ha fatto riferimento alle valutazioni della Procura di Roma, definendo utili e proficui i colloqui odierni con il procuratore generale egiziano. Gentiloni ha anche auspicato che questi segnali positivi possano consolidarsi e tradursi nelle prossime settimane in un comune impegno nella ricerca della verità su Giulio”.

