TMNews, 3 gen 13 –
L’opposizione di sinistra ceca ha annunciato oggi che chiederà un voto di sfiducia nei confronti del governo di centrodestra, dopo l’approvazione di una controversa amnistia per la quale da due giorni si susseguono le polemiche che investono, in particolare, il presidente Vaclav Klaus. Peter Necas, il primo ministro, ha dovuto controfirmare l’amnistia decretata il primo gennaio dal presidente Klaus. L’amnistia, che libera 7.400 detenuti su 23mila, interessa anche alcuni personaggi implicati in scandali finanziari e in casi di corruzione. “L’amnistia libererà le menti di grandi casi di crimine finanziario, compreso il furto di asset di banche, compagnie, truffe sulle privatizzazioni ed evasioni fiscali per miliardi”, ha detto Bohuslav Sobotka, presidente del Partito socialdemocratico. “Noi – ha aggiunto – abbiamo un solo modo per reagire in base al nostro sistema costituzionale. I socialdemocratici chiederanno un voto di sfiducia nei confronti del governo di Petr Necas nei prossimi giorni”.
Per sfiduciare il governo saranno necessari 101 voti su 200. Il governo è sopravvissuto a sette voti di sfiducia da quanto è andato al potere a luglio 2010. La sua maggioranza si è erosa da 118 voti a circa 98, dopo le misure di austerità adottate dal governo Necas. L’amnistia favorisce essenzialmente persone condannate a pene detentive inferiori a un anno e i prigionieri con un’età superiore ai 75 anni condannati a pene che non eccedano i 10 anni. Inoltre, l’amnistia blocca i procedimenti in corso da più di otto anni, se la pena prevista non supera i 10 anni di prigione. “Si tratta di un gesto per offrire una nuova occasione a quei cittadini che hanno di certo violato la legge, ma non sono delinquenti recidivi”, ha spiegato Klaus sulle colonne dell’edizione odierna del quotidiano Dnes. La stampa ceca oggi nomina alcuni dei casi più eclatanti di persone condannate che potranno usufruire dell’amnistia. Tra loro l’uomo d’affari Tomas Pitr, condannato per truffa e frode fiscale, o l’ex capo della Federazione calcio Frantisek Chvalovsky, condannato per malversazioni da 1,5 miliardi di corone (60 milioni di euro).

