Ansa, 4 gen 13 –

Le associazioni per i diritti umani della Repubblica Centrafricana hanno accusato il governo e i ribelli di aver commesso abusi e violenze nei confronti della popolazione durante le settimane del sanguinoso conflitto in corso. In una dichiarazione resa nota ai media locali, la rete delle associazioni per i diritti umani (Rongdh) ha condannato “gli abusi commessi nelle città occupate dai ribelli della coalizione Seleka, il saccheggio di proprietà pubbliche e private, la distruzione sistematica delle comunicazioni e i casi di violenza fisica e sessuale contro la popolazione civile”. I gruppi hanno anche condannato i fedelissimi del governo per la creazione di barricate “illegali” e la “distribuzione di coltelli e armi da fuoco in alcuni quartieri di Bangui”, la capitale, oltre che per gli arresti arbitrari da parte delle autorità governative. I sostenitori civili del presidente Francois Bozize’, infatti, dall’inizio del conflitto hanno cominciato a erigere blocchi stradali per impedire ogni incursione dei ribelli nella capitale e a fermare i veicoli per verificare se gli occupanti sono di lingua Sango o francese. La lingua nazionale Sango non è parlata dal popolo del nord, una regione a maggioranza musulmana, da cui provengono la maggior parte dei ribelli.