Asca –
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) ha rivolto un appello ai governi dei paesi di tutto il mondo affinche’ non effettuino rimpatri forzati nella Repubblica Centrafricana (Rca) , un monito che trae origine dall’attuale mutevole e pericolosa situazione nel paese, dove predominano violazioni dei diritti umani e una sempre piu’ grave situazione umanitaria. Nel documento consultivo sui rimpatri, pubblicato lo scorso 25 aprile, l’Agenzia sottolinea che nelle attuali circostanze molte persone in fuga dalla Rca probabilmente soddisfano i criteri sullo status di rifugiati enunciati dalla Convenzione dell’Organizzazione dell’Unita’ Africana (OUA) e dalla Convenzione ONU del 1951. L’obiettivo del documento consultivo dell’Unhcr e’ quello di valutare l’applicazione dei principi umanitari e dell’asilo finche’ le condizioni in Rca non consentano il rientro delle persone in condizioni di sicurezza e dignita’. Si sottolinea l’imoprtanza di preservare la natura civile dell’asilo; per tale motivo l’Agenzia raccomanda agli Stati di dedicare attenzione all’identificazione dei combattenti e di separarli dalla popolazione di rifugiati. Il documento evidenzia il fatto che potrebbe essere necessario considerare la possibilita’ dell’esclusione dallo status di rifugiato anche per altri individui, oltre ai combattenti. L’esclusione si applicherebbe ad esempio a coloro che siano stati coinvolti in crimini di guerra e crimini contro l’umanita’ nella RCA. La violenza di questi mesi ha provocato la fuga di 173mila persone verso altre aree del paese, mentre altre 50mila hanno cercato rifugio all’estero, soprattutto nei vicini Repubblica Democratica del Congo (37mila), Ciad (5mila) e Camerun (2mila).
