Lettera all redazione

abbadi mohamedGentile direttore ci dispiace esprimerle il nostro profondo stupore per i contenuti dell’articolo “Marocco. al-Adl Wal Ihsan si rifà all’Isis e promette il taglio delle teste“, pieno di menzogne, falsità e incitamento contro il movimento Giustizia e Spiritualità. Per ciò vogliamo fornirvi le seguenti precisazioni:

– Tutto ciò che è indicato in questo articolo è falso, non ha nessun fondo di verità e non corrisponde in nessun modo al nostro pensiero e alla nostra azione. Purtroppo il contenuto del video del segretario generale Mohamed Abbadi sul tema del “califfato” è stato deliberatamente manipolato, perciò il segretario ha pubblicato un secondo video per rispondere a questa manipolazione:

www.youtube.com/watch?v=4ljZyeJ30PU

– Il movimento Giustizia e Spiritualità è un’associazione legale in Marocco, fondata dal defunto prof. Abdessalam Yassine nel 1981, ed è un gruppo di ispirazione islamica, di natura civile e pacifica, che ripudia e condanna la violenza. Sin dalla sua costituzione e sino ad oggi nessuno dei suoi membri è mai stato coinvolto in episodi di violenza. Come non è mai stato provato che abbia fatto appello alla violenza o incoraggiato ad essa o istigato a compierla.

– La posizione del movimento è chiara riguardo all’organizzazione cosiddetta “Daesh”, il movimento condanna la condotta di questa organizzazione, la brutalità e la violenza dei suoi crimini e lo considera lontano anni luce dalla misericordia dell’Islam e dal suo appello alla pace e contro ogni spargimento di sangue.

– Il movimento crede fortemente nel dialogo e nella comprensione reciproca tra i popoli e le civiltà e invita sempre i musulmani d’Occidente all’apertura, al dialogo, al buon vicinato e all’integrazione positiva nelle loro società, rispettando le costituzioni e le leggi vigenti in quelle società, e a rifiutare e combattere ogni forma di violenza.

– Per via del metodo del movimento che fa appello alla democrazia, alla giustizia sociale, al rispetto delle libertà e dei diritti umani e per via della sua opposizione civile e pacifica al depredamento delle ricchezze del paese, e al dispotismo delle autorità marocchine, queste autorità conducono campagne di denigrazione e di stigmatizzazione contro il movimento e tutti i reali oppositori delle loro politiche dispotiche. Purtroppo ciò che è contenuto nel vostro articolo rientra in questa campagna, ovvero nel tentativo di screditare il movimento e di incitare contro di esso al di fuori del Marocco.