di Giuseppe Gagliano

La visita del presidente dominicano Luis Abinader a Parigi segna un passo significativo nei rapporti tra Repubblica Dominicana e Francia, delineando un’intesa che va oltre la diplomazia formale e si inserisce in un contesto internazionale sempre più competitivo nei Caraibi.

Al centro dell’incontro con Emmanuel Macron c’è stata una chiara convergenza di interessi. Santo Domingo punta a rafforzare il proprio ruolo come hub economico e logistico della regione, presentandosi come un Paese stabile e attrattivo per gli investimenti. Parigi, dal canto suo, mira a consolidare la propria presenza in un’area strategica, investendo in settori chiave come infrastrutture, trasporti ed energia. Il possibile coinvolgimento francese in progetti come la metropolitana della capitale dominicana evidenzia una strategia che unisce ritorni economici e influenza di lungo periodo.

La visita ha avuto anche un’importante dimensione istituzionale. L’incontro con l’OCSE e la firma di un memorandum sulla trasparenza rafforzano l’immagine della Repubblica Dominicana come partner affidabile, in grado di garantire stabilità e buona governance. In un contesto globale segnato da instabilità economica e crescente selettività verso i mercati emergenti, la credibilità istituzionale diventa un elemento decisivo per attrarre capitali e consolidare il posizionamento internazionale.

Un altro tema centrale è stato quello della sicurezza regionale, con particolare riferimento alla crisi haitiana. La cooperazione tra Parigi e Santo Domingo si configura come una convergenza strategica: la Repubblica Dominicana cerca sostegno sul piano della sicurezza e della gestione dei flussi migratori, mentre la Francia rafforza la propria influenza in una regione segnata da fragilità statali e criminalità transnazionale.

Sul fronte economico ed energetico, restano evidenti le vulnerabilità strutturali dell’area caraibica. L’aumento dei prezzi del petrolio continua a incidere sulla stabilità dominicana, mentre fenomeni come il sargasso mettono a rischio turismo e occupazione. In questo contesto, il governo di Abinader punta a trasformare le criticità in opportunità, promuovendo iniziative di cooperazione internazionale e strategie di lungo periodo.

La missione a Parigi conferma dunque l’ambizione della Repubblica Dominicana di affermarsi come attore regionale di peso, capace di attrarre investimenti e gestire le sfide globali. Allo stesso tempo, la Francia rafforza il proprio ruolo nei Caraibi attraverso una combinazione di strumenti economici, politici e strategici. Una partnership che riflette un equilibrio in evoluzione, in cui anche relazioni bilaterali possono incidere sugli assetti globali.