di Daniele Priori –
ROMA. Il presidente della Repubblica Islamica dell’Iran Hassan Rohani è giunto a Roma dove è stato accolto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Dopo i saluti formali e la rassegna della guardia d’onore, il clima e divenuto cordiale, e Mattarella ha ringraziato Rohani per aver scelto l’Italia quale primo paese di visita dall’accordo sul nucleare.
Rohani da parte sua ha voluto sottolineare il costantemente avanzato approccio dell’Italia alla Repubblica Islamica, avuto anche nei lunghi momenti di crisi, per cui oggi l’Italia si trova in pole position nello stringere rapporti commerciali che interesseranno le grandi ma anche le piccole e medie aziende italiane.
Dopo anni di embargo, l’Iran si sta aprendo con un mercato di 80 milioni di persone e le importanti risorse energetiche, tanto che le riserve iraniane di gas sono le seconde dopo quelle della la Russia e sono disponibili per 205 anni.
L’Iran è appetibile anche per il mercato creditizio e quello assicurativo, oltre che per lo sviluppo delle infrastrutture e dell’edilizia.
Nei momenti più difficili l’Italia ha saputo mantenere aperte le relazioni diplomatiche, seguendo presso la propria ambasciata anche gli interessi di altri paesi, come il Canada.
I due leader hanno ravvisato la necessità di implementare i rapporti culturali, e già è stato stabilito che nel 2017 la fiera del libro di Teheran del 2017 sarà dedicata proprio all’Italia. Mattarella ha fatto sapere che l’Italia sosterrà la candidatura dell’Iran per il ruolo biennale di membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Durante la visita di Rohani, che si concluderà domani (poi sarà a Parigi), verranno sottoscritti accordi per 17 miliardi con grandi aziende italiane.
L’ex ministro degli Esteri Emma Bonino, che aveva conosciuto nel 2013 il presidente Rohani a Teheran, ha definito la visita il “completamento di una promessa che ci aveva fatto e quindi mi fa piacere. Ho sempre pensato che l’apertura prudente che avevamo dato al presidente Rohani sia stata una cosa positiva. Certamente oggi tornare sulla scena internazionale è importante per loro, importante dal punto di vista economico, ma è anche importante aprire tutto il discorso sui diritti umani”. “I diritti umani – ha aggiunto – sono un processo, non sono un evento, ma su questo avevamo già fatto due seminari sulla pena di morte, io credo che su questo semplicemente non bisogna dismettere perché cooperare vuol dire cooperare su molti settori”.
In questo Rohani sta incontrando il premier Matteo Renzi.

