di Ehsan Soltani –

Intervistato dalla statunitense Nbc News, il presidente dell’Iran Hassan Rohani ha affermato in modo perentorio che “In nessuna circostanza svilupperemo armi di distruzione di massa, comprese le armi nucleari” e che “Non abbiamo mai perseguito o cercato un’arma nucleare e non lo faremo”.

In relazione al ruolo di influenza anche sul settore dell’energia dell’ayatollah Ali Khamenei, il quale è la Guida suprema della Repubblica islamica e quindi si trova al vertice del sistema politico iraniano, “il governo – ha spiegato il presidente – ha tutti i poteri e un’autorità completa” e quindi lo stesso Khamenei potrebbe essere in qualche modo d’accordo sul nuovo corso che attraversa il paese.

Nei giorni scorsi era anche uscita la notizia, confermata dal ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Yavad Zarif, di uno scambio epistolare attraverso i canali diplomatici con il presidente degli Stati Uniti Obama, il quale si era congratulato con lui per l’elezione: Rohani ha definito “costruttivo” il suo contatto iniziale con il presidente Usa e si è augurato che questo esordio possa dare il via alla riapertura delle relazioni diplomatiche fra i due paesi, interrotte nel 1980 quando gli studenti islamici rivoluzionari assaltarono l’ambasciata statunitense di Teheran e sequestrarono il personale diplomatico.

Proprio in merito allo scambio di lettere, Rohani ha affermato che “Dal mio punto di vista, il tono è stato positivo e costruttivo”.

Da parte sua il presidente degli Stati Uniti, intervenendo all’emittente in lingua spagnola TeleMundo, ha sottolineato come vi siano “indicazioni” che facciano ritenere il nuovo presidente dell’Iran “una persona che punta ad aprire al dialogo con l’Occidente e con gli Stati Uniti, in una maniera cui in passato non abbiamo assistito” e quindi “occorre metterlo alla prova”.

I due capi di Stato potrebbero incrociarsi settimana prossima a New York, in occasione della seduta dell’Assemblea delle Nazioni Unite.