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Il sindaco uscente di Mosca e fedelissimo di Putin, Sergei Sobyanin, ha vinto le elezioni amministrative al primo colpo, conquistando un risicato 51,37% che gli ha permesso di riaffermarsi alla carica di primo cittadino senza dover passare sotto l’incognita del ballottaggio.
Se il dato di Sobyanin era scontato, la sorpresa è arrivata dal nemico giurato del presidente Vladimir Putin, il 37enne avvocato Alexei Navalny, il quale ha saputo risalire dall’8% che solo poche settimane fa gli attribuivano i sondaggi al 27,24%, nonostante l’arresto e la condanna (poi immediatamente trasformatasi in grazia) per il furto di legname e soprattutto la carenza di fondi.
A conteggio dei voti ancora aperto, Navalny ha dichiarato che “Sono due ore che si sono chiusi i seggi e ancora non sono stati pubblicati i dati dell’affluenza, nonostante si tratti di un voto molto semplice con una sola scheda. Riteniamo quello che sta succedendo già una falsificazione. Non cederemo nemmeno un voto”.
Il mandato di Sobyanin sarebbe scaduto nel 2015, ma il sindaco aveva chiesto le elezioni anticipate per avere una sorta di ulteriore legittimazione popolare. Nel 2010 è stato nominato da Medvedev, su volere di Putin, sindaco dell’anno ed ha dichiarato di essere riuscito a rendere Mosca la città più bella d’Europa, con parchi e piste ciclabili.












