di Enrico Oliari –
Il presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi si è recato a Mosca dove ha incontrato l’omologo Vladimir Putin per trattare diversi punti alla luce del legame che si sta sempre più consolidando, per cui già si parla di prossima interazione dell’Egitto con l’Unione economica euroasiatica (Uee), voluta dallo stesso presidente russo e che al momento annovera fra i suoi membri, oltre alla Russia, la Bielorussia, il Kazakistan, l’Armenia, il Kirghizistan, e come osservatori il Tagikistan e l’Uzbekistan.
Tra gli argomenti trattati vi è la costruzione della centrale nucleare di el-Daada, in Egitto, di cui si era già parlato nel vertice russo-egiziano del Cairo dello scorso febbraio e la cui firma è attesa a breve.
Se ne occuperà il colosso russo pubblico Rosatom, che ha già presentato al governo egiziano i progetti.
A portare al-Sisi a relazionarsi con Mosca è stato un gravissimo errore in politica estera dell’amministrazione Obama, la quale, essendo legata al Qatar e quindi ai Fratelli Musulmani, aveva sospeso i tradizionali finanziamenti e le forniture di armi all’Egitto nel momento in cui l’ex capo dell’esercito aveva rovesciato su incitazione della piazza l’allora presidente Mohammed Morsi.
La prima conseguenza era stata la fornitura di fondi e di armi da parte della Russia, che in cambio aveva ottenuto l’area per costruire una propria base ad Alessandria, la quale si affianca a quella di Tartus in Siria, e di Sebastopoli in Crimea.
Di recente vi sono state nel Mediterraneo esercitazioni navali e aeree congiunte di Russia e Egitto.

