TMNews, 2 gen 12 –
Il 2012 è stato l’anno dei record per Mosca, almeno per quanto riguarda il barile, superando i primati post sovietici con una crescita dell’1,3 per cento rispetto al 2011 per raggiungere 518,0 milioni di tonnellate (10,4 milioni di barili al giorno). Da notare che la Russia aveva stabilito il suo precedente record post-sovietico proprio nel 2011 quando l’output era pari a 10,28 milioni di barili al giorno. Mosca sorpasserebbe persino l’Arabia Saudita, secondo alcune stime preliminari. Il ministero dell’energia ha detto che la produzione di petrolio e di gas condensato è cresciuta, benchè la Russia non abbia la capacità e rapidità dei sauditi di aumentare la produzione in caso di una ripresa economica globale o di più gravi turbolenze in Medio Oriente. La compagnia statale Rosneft rappresenta il 22,8 per cento del mercato petrolifero della Russia, ma prevede di raggiungere oltre il 40 per cento dopo l’acquisizione stipulata a ottobre del colosso anglo-russo TNK-BP. Tuttavia la produzione di gas naturale in Russia è scesa del 2,3 per cento a 655,0 miliardi di metri cubi (23,1 miliardi di metri cubi). Il calo riflette la realtà: la quasi totalità delle vendite estere di Gazprom sono focalizzate sui paesi europei e post-sovietiche, caratterizzati da alcuni dei tassi di crescita più lenti del mondo.

