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Torna a crescere la tensione in Daghestan, una delle repubbliche della Federazione Russa del Caucaso, la più consistente come popolazione (2,5 mln di abitanti), attraversata da venti secessionisti: i gruppi ribelli sono ispirati dal radicalismo wahabita e dalla jihad ed hanno causato con attentati ed omicidi una scia di sangue che attraversa gli anni senza soluzione di continuità. In particolare la cellula Shariat Jamaat è composta da uomini addestrati ed equipaggiati e la povertà, l’assenza di prospettive e la gestione nepotistica e corrotta del potere da parte delle autorità fedeli a Mosca accrescono il consenso dei giovani attorno al gruppo secessionista.
Oggi, a soli dieci giorni dall’attentato di Volgograd in cui una donna kamikaze si è fatta saltare in un autobus uccidendo sei persone, due persone sono rimaste uccise in un attentato a Makhachkala, capoluogo del Daghestan.
Un testimone ha riferito che gli attentatori “Sono entrati nel negozio, hanno lasciato un cartone e sono scappati. Il proprietario ha avuto appena il tempo di buttar fuori la scatola”, ma la polizia ritiene che gli ordigni esplosi siano due, in due vicini negozi.
Il crescere dell’attività terroristica sta preoccupando Mosca in vista delle Olimpiadi invernali che si terranno a Sochi, sul Mar Nero, in febbraio.

