di Giuseppe Gagliano –
Le accuse russe contro la Lettonia sui presunti lanci di droni ucraini dal territorio baltico aprono un nuovo fronte di tensione tra Mosca e NATO e mostrano quanto il fianco orientale europeo stia entrando in una fase di instabilità permanente. Riga ha respinto le dichiarazioni russe come “invenzioni propagandistiche”, ma il significato strategico dell’episodio va ben oltre il semplice scontro diplomatico.
L’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vasily Nebenzya, ha sostenuto che Mosca disporrebbe di informazioni su possibili piani ucraini per lanciare droni dalla Lettonia e da altri Paesi baltici contro la Russia. Secondo Nebenzya, l’appartenenza alla NATO non garantirebbe immunità da eventuali rappresaglie russe. Una formula che, secondo numerosi analisti, punta direttamente alla credibilità dell’articolo 5 dell’Alleanza Atlantica.
La Lettonia ha convocato il rappresentante russo e ha negato qualsiasi utilizzo del proprio territorio per operazioni offensive contro la Federazione Russa. Anche Kiev ha respinto le accuse, definendole parte della guerra informativa del Cremlino. Gli Stati Uniti hanno ribadito il proprio impegno nella difesa dei membri NATO, ma l’episodio conferma quanto la deterrenza dipenda non solo dai trattati, ma anche dalla percezione politica e psicologica della coesione occidentale.
Particolarmente delicata è la situazione nei Paesi baltici, considerati il punto più vulnerabile del fronte orientale europeo. Estonia, Lettonia e Lituania vedono nella guerra in Ucraina non un conflitto distante, ma una possibile anticipazione di future pressioni russe sul proprio territorio.
La crisi è aggravata dal crescente uso della guerra elettronica. Un recente episodio ha coinvolto un drone entrato nello spazio aereo estone e successivamente abbattuto da un caccia F-16 romeno impegnato nelle missioni NATO di pattugliamento. Secondo Tallinn e Kiev, il velivolo sarebbe stato deviato dalle attività russe di disturbo dei segnali satellitari.
Gli analisti sottolineano come il controllo dello spazio elettromagnetico sia ormai centrale nella guerra moderna. Disturbi GPS, manipolazione dei segnali e deviazione dei droni aumentano il rischio di incidenti ambigui e difficili da attribuire con certezza. Proprio questa ambiguità rende il Baltico uno degli spazi più pericolosi del confronto tra Russia e NATO.
Le tensioni coinvolgono anche Kaliningrad, enclave russa militarizzata tra Polonia e Lituania. La regione ospita sistemi missilistici, difese aeree e capacità di interdizione considerate fondamentali per la strategia russa nel Baltico. Le recenti dichiarazioni del ministro degli Esteri lituano, Kestutis Budrys, sulla possibilità per la NATO di neutralizzare le infrastrutture militari di Kaliningrad mostrano il livello crescente della tensione strategica.
Al centro delle preoccupazioni resta anche il corridoio di Suwałki, la stretta fascia di territorio tra Polonia e Lituania che collega i Paesi baltici al resto della NATO e separa Kaliningrad dalla Bielorussia. In caso di crisi, quell’area verrebbe considerata uno dei punti più sensibili dell’intera sicurezza europea.
Il confronto evidenzia inoltre la persistente dipendenza europea dalle capacità militari statunitensi. Intelligence satellitare, difesa antimissile, logistica strategica e deterrenza nucleare restano in larga parte sotto controllo americano. Per questo, il dibattito sull’autonomia strategica europea e persino sulla deterrenza nucleare continentale sta tornando al centro delle discussioni nei Paesi dell’Est europeo.
Una possibile escalation nel Baltico avrebbe anche pesanti conseguenze economiche. Porti, rotte commerciali, cavi sottomarini, assicurazioni marittime e infrastrutture energetiche verrebbero immediatamente colpiti dall’aumento del rischio geopolitico. Secondo molti osservatori, la guerra ibrida punta proprio a questo: aumentare costi, incertezza e pressione politica senza arrivare necessariamente a uno scontro diretto.
Per gli analisti occidentali, il pericolo maggiore non è soltanto un attacco deliberato, ma un incidente gestito male: un drone deviato, un velivolo abbattuto o un errore di interpretazione potrebbero trasformare rapidamente una crisi locale in un confronto più ampio tra Russia e NATO.




