di Guido Keller –

Non c’è niente di peggio delle sanzioni in un momento di crisi: ne sanno qualcosa gli esportatori italiani in Russia (abbigliamento, macchine da lavoro e soprattutto prodotti alimentari: solo per questi ultimi 440 mln nel 2013), ma le misure imposte da Unione Europea e da Stati Uniti a Mosca per l’annessione della Crimea e l’interferenza nella crisi dell’est dell’Ucraina si fanno sentire anche nella terra dello “zar” Vladimir Putin: il ministro delle Finanze russo, Anton Siluanov, ha annunciato in un forum sull’economia che “Stiamo perdendo 40 miliardi di dollari all’anno a causa delle sanzioni e stiamo perdendo circa 90 – 100 miliardi di dollari l’anno a causa del calo del 30% del prezzo del petrolio”. Una batosta, se si pensa che l’introito per la vendita di gas all’Unione Europea è di 130 miliardi di dollari l’anno, cosa che rappresenta buona parte dell’export (la vendita di armi assicura 15,7 miliardi di dollari).