di Guido Keller –
Lo “spirito di Anchorage” torna al centro del dibattito diplomatico tra Russia e Stati Uniti. Dopo le dichiarazioni critiche provenienti da Mosca, l’ambasciatore russo a Washington, Anatoly Darichev, ha offerto una lettura più conciliante dei rapporti bilaterali, sottolineando la possibilità di un dialogo fondato sul rispetto reciproco.
Intervenendo durante un ricevimento ufficiale all’ambasciata russa negli Stati Uniti in occasione della Giornata del diplomatico, Darichev ha affermato che Mosca e Washington riescono ancora a mantenere contatti nello “spirito di Anchorage”, basati sulla considerazione degli interessi di entrambe le parti.
Le sue parole arrivano dopo le recenti dichiarazioni del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov e del ministro degli Esteri Sergey Lavrov, che avevano sostenuto come la Russia fosse stata “ingannata” nei colloqui svolti ad Anchorage. La presa di posizione dell’ambasciatore sembra dunque attenuare il tono delle critiche, proponendo una chiave interpretativa più orientata al dialogo.
Secondo Darichev, il concetto stesso di “spirito di Anchorage” non dipende dalle diverse percezioni politiche, ma rappresenta soprattutto un metodo di lavoro: la possibilità di raggiungere intese senza pressioni o ultimatum, nel rispetto dei principi fondamentali della diplomazia.
“Lo spirito più importante di Anchorage è che riusciamo a raggiungere accordi basati sul rispetto reciproco e sulla considerazione degli interessi reciproci”, ha dichiarato il diplomatico. “Questi sono principi di base: se non vengono violati e vengono rispettati, allora sono possibili dei progressi”.
Le dichiarazioni di Darichev suggeriscono dunque l’esistenza di spazi per il dialogo tra le due potenze, nonostante le tensioni degli ultimi anni. Resta però da capire se questo richiamo allo “spirito di Anchorage” si tradurrà in iniziative concrete sul piano diplomatico.




