di Marco Paganelli –

La tensione internazionale è sempre più elevata. La crisi economica in Russia sta raggiungendo nuovamente il suo apice, toccando i livelli immediatamente precedenti al default del 1998, a causa della diminuzione dei prezzi del petrolio, delle sanzioni occidentali in seguito alla crisi ucraina (la Casa Bianca ha annunciato ieri che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama promulgherà la risoluzione del Congresso per intensificare, se ritenuto opportuno, quelle americane verso il Cremlino e per concedere aiuti militari letali al governo ucraino escludendo però verso il paese, la Georgia e la Moldavia lo status di “maggiori alleati non Nato”).

Il portavoce dello Stato Maggiore delle Forze armate di Mosca il tenente generale Andrei Kartapólov ha detto che si è svolta tra il 5 e il 10 dicembre scorso una maxi esercitazione militare ordinata a sorpresa ordinata da Vladimir Putin che ha coinvolto 9.000 soldati, 250 veicoli blindati, 100 pezzi di artiglieria e lanciarazzi multipli, 55 navi e 41 aerei; nella zona sono stati trasferiti pure i sistemi missilistici tattici “Iskander-M”.

Una fonte anonima del Pentagono ha reso noto recentemente che gli Stati Uniti hanno aumentato il numero di mezzi Usa in Europa orientale per mostrare la propria solidarietà verso i paesi baltici e altri limitrofi rispondendo così all’affermazione delle autorità russe inerente all’incremento massiccio di voli della Nato ai loro confini.